Durante un incontro al Cremlino, Vladimir Putin è tornato a parlare dell’Occidente e soprattutto ha respinto possibili colloqui con Zelensky.
Le ultime minacce di Zelensky alla Russia non sono affatto piaciute al leader di Mosca Vladimir Putin che a margine di un incontro al Cremlino ha fatto il punto sulla guerra con l’Ucraina sottolineando anche altri aspetti legati al resto dell’Occidente con particolare focus anche all’Europa. Il numero uno russo si è detto “pronto” a rispondere.

Putin e lo sguardo all’Occidente: Russia pronta a rispondere
L’Occidente sa che se lancia attacchi contro la Russia dal proprio territorio, dovrà affrontare una “rappresaglia” da parte di Mosca. Sono state queste alcune delle parole del presidente russo Vladimir Putin durante un incontro con i laureati degli istituti di istruzione militare superiore. “Non sono ancora arrivati al punto di lanciare attacchi dal proprio territorio. Sanno che ci sarà una rappresaglia. Tutti lo capiscono, o dovrebbero capirlo”, ha detto ancora il leader citato da Interfax.
“Quando, ad esempio, i droni ucraini volano nei Paesi baltici, non puntano il dito contro Mosca; dicono che sono droni ucraini. Potrebbe essere un errore, un guasto del sistema, una guerra elettronica o qualcos’altro, ma non sono ancora arrivati al punto di usare direttamente il loro territorio, anche se vi stanno costruendo impianti di produzione militare”. E ancora: “Tutte le forze politiche che sostengono l’aggressione contro la Russia, inasprendo la situazione e portando a un conflitto armato, stanno vedendo il loro gradimento calare, in modo catastrofico”, ha fatto sapere sempre Putin.
Nessuna apertura a colloqui con Zelensky
Non è mancato anche un passaggio in merito all’Ucraina e alle ultime minacce del presidente Zelensky che, in precedenza, tramite una lettera, aveva chiesto un incontro per porre fine al conflitto. Putin ha fatto sapere a tal proposito: “Tali appelli non forniscono i presupposti per i negoziati. A cosa servono? In realtà creano una sorta di potenziale di conflitto”. A Kiev “continuano a dire che vogliono un incontro di persona e poi tre giorni dopo c’è un attacco a Starobelsk”, ha aggiunto lo Zar. “Come si dovrebbe interpretare questo? Che tipo di presupposti per incontri e negoziati personali possono essere questi?”.